Clorosi in agguato: Le tue talee stanno ingiallendo. Scopri il perché?

L’ingiallimento fogliare è uno dei sintomi con cui spesso ci si trova a confrontarsi nella radicazione delle talee e prende il nome di CLOROSI, ed è proprio di questa che parleremo in questo articolo.

La clorosi è una condizione che si manifesta quando le foglie delle piante perdono la colorazione verde e diventano giallastre. Succede perché la pianta non è più in grado di produrre sufficiente clorofilla, la sostanza necessaria allo svolgimento della fotosintesi. Questo processo rallenta e si blocca del tutto, e la pianta inizia ad indebolirsi, talvolta in modo irreversibile fino a giungere alla morte.

Le cause della clorosi possono essere diverse, ma una delle principali è la carenza di nutrienti, come ferro, magnesio, o azoto, all’interno del substrato di coltivazione. Questi elementi sono essenziali per il corretto funzionamento della pianta e per la produzione di clorofilla. Se il substrato non è in grado di fornire questi nutrienti in maniera equilibrata ecco che le tue talee possono cominciare a soffrire diventare clorotiche fino anche a morirne.

Uno degli aspetti da cui può avere origine e che viene spesso sottovalutato è la scelta dei substrati di radicazione. Infatti non tutti i substrati sono adatti a tutte le piante, questo è ancora più vero per le piante provenienti dalle zone a clima temperato caldo come quello tipico del mediterraneo. Se il substrato che usi è quello sbagliato noterai subito che le tue talee mostreranno stress e ingiallimenti, che ne possono ritardare la radicazione o renderle anche poco vigorose dopo il trapianto, ma talvolta possono anche morire sia in radicazione che nella successiva coltivazione. Ma perché accade questo?  E soprattutto come possiamo evitarlo?

 

Substrati diversi, effetti diversi

 

Ogni substrato ha una composizione chimica e fisica unica, che influisce sulla capacità delle piante di radicare ed assorbire nutrienti. Per le piante mediterranee la scelta del substrato è ancora più critica. Oltre a garantire una buona nutrizione è fondamentale che non diventi idrofobo, cioè incapace di riassorbire l’acqua dopo un periodo di secco. Le piante mediterranee sono abituate a cicli naturali di bagnato e asciutto e necessitano di queste alternanze per mantenersi sane e vigorose.

 

Substrati diversi e loro comportamento:

 

  1. Torba: Storicamente molto usata per la radicazione grazie alla sua capacità di trattenere l’umidità, la torba è troppo acida per le piante mediterranee, che preferiscono pH più neutro, pertanto è necessario trattarla al fine di ridurlo. Inoltre quando si secca tende a diventare idrofoba, rendendo difficile l’assorbimento dell’acqua, di conseguenza si è costretti a mantenerla costantemente umida creando così le condizioni di sviluppo di vari parassiti e dando anche origine a clorosi. Possiede però buona capacità di trattenere e rendere disponibili elementi nutritivi.
  2. Fibra di cocco: Leggera e capace di aerare le radici, la fibra di cocco ha il vantaggio di non diventare facilmente idrofoba, ma contiene pochi nutrienti. Se non viene arricchita con fertilizzanti le piante possono sviluppare carenze nutrizionali in particolare di ferro e magnesio, la famosa clorosi ferrica.
  3. Perlite e vermiculite: Spesso utilizzati per migliorare il drenaggio e l’aerazione del substrato, non contengono nutrienti e non trattengono bene l’acqua. Anche loro possono causare clorosi se utilizzati in substrati poveri di nutrienti.
  4. Substrati commerciali: Molti substrati preconfezionati sono in realtà poco pensati per essere universali, in genere le materie prime al loro interno sono di bassa qualità e seguono la regola del basso prezzo, cioè importante e che costino poco. Pertanto non soddisfano le esigenze di radicazione delle piante, tantomeno quelle delle piante mediterranee per le quali non devono diventare mai diventare idrofobi. Queste piante per non andare in stress, richiedono cicli di bagnato alternarti a momenti di asciutto.

 

Il ruolo del pH, e della CSC e dell’idrofobia

 

Per le piante mediterranee, disporre di un substrato che non diventi idrofobo è essenziale. Loro sono abituate a vivere in condizioni in cui periodi di pioggia sono seguiti da lunghi periodi di secco. Se il substrato trattiene troppa umidità e poca aria le radici vanno in asfissia radicale e le foglie mostrano segni di clorosi. Se diventa impermeabile dopo essere stato asciutto, le radici per mancanza di acqua non assorbono più i nutrienti necessari.

 

Oltre all’idrofobicità, è importante monitorare il pH del substrato. Le piante mediterranee prediligono un pH neutro o leggermente alcalino (intorno a 6,5-7). Se il pH è troppo acido si riduce l’assorbimento del ferro che causa appunto clorosi.

 

Un altro fattore importante è la capacità di scambio cationica (CSC), ovvero la capacità del substrato di trattenere e rilasciare elementi nutrienti come calcio, magnesio e potassio. Substrati con bassa CSC non riescono a fornire nutrienti in modo costante, e questo può portare rapidamente a carenze che possono manifestarsi come clorosi, soprattutto durante la delicata fase della radicazione.

 

Come scegliere il substrato giusto?

 

Ecco alcuni consigli pratici che ti aiuteranno a scegliere il substrato adatto alla radicazione delle tue piante mediterranee e non solo e a prevenire le clorosi varie.

 

  • Assicurati che il substrato non diventi idrofobo. Scegli materiali che si asciughino facilmente e allo stesso modo possano reidratarsi, cosi da non costringerti a mantenere alti livelli di umidità e la conseguenziale scarsità di ossigeno che porta alla clorosi.
  • Valuta il pH del substrato: Le piante originarie dei climi temperato caldi preferiscono un pH tendente all’ alcalino, valori più acidi rendono il ferro indisponibile e questo genera clorosi.
  • Controlla la disponibilità di nutrienti: Assicurati che il substrato sia ben bilanciato dal punto di vista nutrizionale (a livello empirico puoi misurare la conducibilità elettrolitica, che per un buon substrato deve essere intorno a 400ms/cm ma anche meno). Puoi arricchirlo con fertilizzanti che contengano ferro e magnesio per prevenire la clorosi.
  • Deve avere un buon drenaggio: Le radici delle piante hanno bisogno di respirare. Puoi migliorare l’aerazione del substrato aggiungendo pomice o meglio perlite e sabbia.

 

Conclusione

Il segreto per non incorrere nella clorosi è in buona parte nella scelta del substrato che si usa per la radicazione. Per esempio, i substrati preparati con solo inerti e colle poliuretaniche hanno una bassa capacita di nutrire le talee che pertanto vanno facilmente incontro a clorosi, talvolta in modo irreversibile. Quelli fatti con miscele di torba, fibra di cocco e altri componenti, se non diventano idrofobi quando asciugano, sono i più adatti per la radicazione e sconfiggono le clorosi. Prestando attenzione a questi fattori, potrai garantire alle tue talee condizioni per crescere sane e vigorose.

 

Nel prossimo articolo vedremo come curare le talee e le piante affette da clorosi e come riportarle in salute.

 

Dott. Vittorio Capitano, creatore del metodo ELEPOT